Servizi odontoiatrici

Home > I nostri servizi > Impiantologia

Sostituti moderni per una migliore qualità della vita

In generale, chiunque abbia perso un dente rappresenta un candidato idoneo all’installazione di un impianto. Per parlare di impianti è tuttavia necessario che il paziente goda di buona salute, poiché patologie e circostanze quali il diabete incontrollato, parodontiti trascurate, alcolismo, fumo, radioterapia cerebrale, assunzione di bisfosfonati per la cura dell’osteoporosi, leucemia e bruxismo possono rappresentare fattori di rischio per l'integrazione dell'impianto nell'osso, ovvero riducono la durata prevista degli impianti. Per questo motivo è molto importante informare il proprio dentista sulle patologie passate o attuali e sui medicinali assunti.

Sono un candidato idoneo per gli impianti?
In generale, chiunque abbia perso un dente rappresenta un candidato idoneo all’installazione di un impianto. Per parlare di impianti è tuttavia necessario che il paziente goda di buona salute, poiché patologie e circostanze quali il diabete incontrollato, parodontiti trascurate, alcolismo, fumo, radioterapia cerebrale, assunzione di bisfosfonati per la cura dell’osteoporosi, leucemia e bruxismo possono rappresentare fattori di rischio per l’integrazione dell’impianto nell’osso, ovvero riducono la durata prevista degli impianti. Per questo motivo è molto importante informare il proprio dentista sulle patologie passate o attuali e sui medicinali assunti.
Prima dell’inserimento dell’impianto è necessario effettuare un’analisi dettagliata della mandibola: visita stomatologica, esami radiologici (ortopantomografia, RX locale, tomografia computerizzata a fascio conico oppure immagini 3D della mandibola) e analisi della mandibola tramite l’impronta dentale. In base ai risultati delle analisi stabiliamo il numero esatto e la posizione degli ipotetici impianti nella mandibola nonché le tipologie di soluzioni protetiche applicabili.

Come si inseriscono gli impianti?
Il processo di sostituzione di uno o più denti avviene in due fasi.
Nella prima, viene inserito un impianto tramite intervento chirurgico, con la somministrazione di anestesia locale e in condizioni igieniche impeccabili. Il chirurgo apre la gengiva fino a raggiungere l’osso sottostante. Con trapani speciali viene preparato il letto per la vite endossea, che viene inserita nel tessuto osseo. Dopo la sua installazione si ricuce la gengiva, mentre la fase di osteointegrazione dura dai 3 ai 6 mesi.
Una volta passato questo periodo, subentra la seconda fase nella quale, sempre sotto anestesia locale, viene ritagliata la gengiva e viene installato un abutment, ovvero un elemento di connessione tra la vite endossea e la protesi dentaria. Dopo 10-14 giorni vengono prese le impronte e inizia la fase di costruzione della protesi dentaria più adatta.

E se l’osso di sostegno non è sufficiente?
A fronte di una carente disponibilità di tessuto osseo dovuta a un’assenza prolungata del dente, a un trauma o a processi infiammatori (parodontiti o granulomi) o a un ribassamento delle cavità nasali, è possibile ricostruire il tessuto osseo prima dell’installazione dell’impianto. Il metodo di ricostruzione viene scelto in base alla posizione e all’entità del difetto. Due sono i metodi di ricostruzione prevalentemente utilizzati, quello che si avvale del tessuto osseo del paziente e quello che fa utilizzo di un osso artificiale. In entrambi i casi il periodo di recupero e guarigione è di 3-5 mesi.
Nei casi in cui si presenti un abbassamento del pavimento del seno mascellare, risulta necessario riempire il volume ottenuto con il tessuto osseo. Questo intervento viene denominato rialzo del pavimento del seno mascellare oppure “sinus lift”. Solamente in seguito a una simile preparazione del tessuto osseo si può proseguire con l’installazione dell’impianto.

Quali complicazioni possono insorgere dopo l’inserimento dell’impianto?
Le probabilità di rigetto degli impianti dovuti alle risposte biologiche al titanio, materiale di cui gli impianti sono composti, sono molto basse e si manifestano in meno dell’1% dei casi.
Dopo ogni inserimento di impianti consigliamo almeno due giorni di riposo, impacchi freddi e assunzione di antidolorifici. È inoltre necessario assumere preventivamente un antibiotico per cinque giorni, per impedire l’eventuale formazione di infezioni nella zona dell’intervento.

Tra i possibili effetti collaterali vi possono essere:
· gonfiore più accentuato nel secondo e nel terzo giorno dopo l’intervento, che sparisce gradualmente,
· ematoma, più accentuato nel secondo e nel terzo giorno dopo l’intervento, che sparisce gradualmente,
· formicolio alle labbra come conseguenza dell’anestesia locale o del contatto con il nervo. Può durare da poche settimane a qualche mese.

Di quale manutenzione necessitano gli impianti?
Le corone o gli altri sostituti protesici sugli impianti rappresentano soluzioni molto valide ed efficaci. La maggior parte degli studi dimostra che gli impianti rimangono intatti nel 90% dei casi anche dopo dieci anni. La maggioranza dei sostituti protesici sugli impianti viene costruita in modo da poterli installare, togliere e riparare senza interferire con la vite endossea.
Ad ogni modo, gli impianti necessitano di manutenzione e controlli regolari. Il principale metodo di prevenzione è dato dalla regolare igiene orale quotidiana con spazzolino e filo interdentale per impedire la formazione di biofilm.
È inoltre obbligatorio sottoporsi a una visita all’anno dal proprio dentista per valutare l’eventuale necessità di effettuare trattamenti di manutenzione e prenotare eventuali controlli radiologici. È consigliato sottoporsi a trattamenti di pulizia dentale ogni 6-12 mesi. Questi devono essere effettuati con strumenti appositi per gli impianti, per evitare di danneggiarne la superficie.

Cos’è la PERIMPLANTITE?
La perimplantite, ovvero l’infiammazione intorno all’impianto dentale, si può manifestare a causa della presenza di batteri nelle gengive o nell’osso durante l’intervento chirurgico o in qualsiasi momento in seguito all’intervento.
Le cause più comuni della perimplantite sono:
· malattie del parodonto non curate
· fumo
· diabete incontrollato
· igiene orale carente e biofilm batterico
· pressioni meccaniche (bruxismo)
· risposta infiammatoria di natura genetica
· spessore e qualità delle mucose

Cause di perimplantite per responsabilità dell’operatore sanitario:
· tecnica chirurgica imperfetta
· distanza troppo breve tra gli impianti
· protesi imperfetta
· residui di cemento odontoiatrico nelle sacche intorno all’impianto
· caratteristiche dell’impianto: superficie e materiali

La perimplantite è un’infiammazione che riguarda le gengive e/o le ossa intorno agli impianti e rappresenta una delle complicazioni più frequenti. Questa forma di parodontite può provocare il degrado dell’osso con conseguente perdita dell’impianto. La perimplantite deve essere curata in fase iniziale, altrimenti comporta la perdita dell’impianto.

Corone
Prevleke Prevleke

Ponti
Mostički Mostički

Protesi
Proteze Proteze